Premio Biella Letteratura e Industria

Ecco i FINALISTI della XXV edizione dedicata alla SAGGISTICA

Manfredi Alberti, Valerio Cerretano, Beniamino Andrea Piccone, Linda Laura Sabbadini e Luciano Segreto sono i finalisti della XXV edizione del Premio Biella Letteratura e Industria, organizzato e promosso da Città Studi Biella.

Le cinque opere di Saggistica sono state scelte dalla Giuria presieduta da Claudio Bermond, e composta dal vicepresidente Alberto Sinigaglia, Paola Borgna, Ida Bozzi, Paolo Bricco, Loredana Lipperini, Sergio Pent e Tiziano Toracca.

L’incontro di presentazione al pubblico si terrà sabato 13 giugno 2026 alle ore 17 presso la Biblioteca Civica di Biella. A condurre l’incontro è stata riconfermata la giornalista culturale Valentina Berengo.

Ecco i finalisti:

Manfredi ALBERTI con Il lavoro in Italia – Un profilo storico dall’Unità a oggi (Carocci) offre una ricostruzione organica e dettagliata della storia del lavoro nel nostro Paese, partendo dall’Unità per giungere ai giorni nostri. L’autore analizza l’evoluzione delle condizioni d’impiego, i mutamenti legislativi e il ruolo dei sindacati nel contesto delle trasformazioni economiche italiane. Un’opera importante per comprendere come la centralità del lavoro abbia plasmato l’identità sociale e civile della nazione. Il saggio si distingue per il rigore scientifico e la capacità di connettere la storia economica alle dinamiche demografiche e tecnologiche.

Valerio CERRETANO con La Snia Viscosa. Storia di una grande impresa. L’industria del raion, 1917-1954 (Il Mulino) ripercorre l’ascesa e il consolidamento di uno dei giganti del settore tessile e chimico italiano, focalizzandosi sul periodo d’oro del raion. Attraverso una meticolosa analisi archivistica, Cerretano esplora le strategie manageriali, le innovazioni produttive e il peso geopolitico di un’azienda che ha segnato l’industrializzazione del primo Novecento. Il testo mette in luce il legame tra finanza, autarchia e progresso tecnico nel cuore della produzione delle fibre sintetiche. Un contributo importante per approfondire la storia della cultura d’impresa e dello sviluppo tecnologico in Italia.

Beniamino Andrea PICCONE in Attacco alla Banca d’Italia. La difesa di Paolo Baffi ricostruisce uno degli episodi più drammatici e controversi della storia finanziaria e istituzionale italiana: l’inchiesta giudiziaria che nel 1979 colpì i vertici di Via Nazionale. Al centro della narrazione emerge la figura di Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia dal 1975 al 1979, impegnato a difendere l’autonomia dell’istituto dalle pressioni politiche. L’opera documenta la tensione tra potere esecutivo e organi di vigilanza, offrendo una riflessione attuale sull’etica pubblica. Un saggio civile che intreccia memoria storica e analisi delle dinamiche di potere economico e giudiziario.

Linda Laura SABBADINI con Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia (Marsilio) dimostra come i dati non siano freddi numeri, ma lo specchio vivo di una società in continuo mutamento. Sabbadini utilizza le evidenze quantitative per svelare le trasformazioni silenziose della famiglia, il ruolo delle donne e le disuguaglianze persistenti nel tessuto sociale italiano. La narrazione trasforma la statistica in uno strumento di consapevolezza civile, indispensabile per orientare le scelte politiche e sociali del futuro. Un’opera che insegna a leggere la realtà con precisione e a guardare oltre i pregiudizi attraverso il rigore dell’analisi.

Luciano SEGRETO ne Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo industriale (Feltrinelli) traccia la parabola epica e tragica del Gruppo Ferruzzi-Montedison, focalizzandosi sulle figure contrapposte e complementari di Serafino Ferruzzi e Raul Gardini. Il saggio analizza l’espansione mondiale di un impero nato dal commercio agricolo e arrivato a sfidare i vertici della chimica e della finanza internazionale. Attraverso il racconto di scalate ambiziose e crisi irreversibili, l’autore descrive il tramonto di un certo modo di fare industria in Italia nel passaggio tra XX e XXI secolo. Una narrazione che unisce storia d’impresa, analisi finanziaria e dramma umano.

Il Premio Biella Letteratura e Industria, organizzato e promosso da Città Studi Biella, è il primo premio italiano dedicato a romanzi e saggi capaci di cogliere le trasformazioni in atto dal punto di vista economico e sociale e di indagare i rapporti tra cultura d’impresa e letteratura. 

Il Premio è destinato a un’opera di autore italiano o straniero in traduzione italiana e, ad anni alterni, premia opere di Narrativa o Saggistica che descrivano o analizzino momenti e modelli di trasformazione della società italiana con riferimento generale alla realtà socioeconomica e specifico alla cultura industriale.

La XXV edizione è dedicata alle opere di saggistica pubblicate tra il 1° gennaio 2024 il 31 dicembre 2025.

Gli autori finalisti verranno presentati al pubblico in occasione della loro premiazione sabato 13 giugno 2026 presso la Biblioteca Civica di Biella.

All’autore dell’opera vincitrice verrà assegnato un premio di euro 5.000, e ai quattro finalisti un premio di euro 1.000. 

La cerimonia conclusiva del premio Biella Letteratura e Industria con la premiazione dei vincitori di tutte le sezionisi terrà sabato 21 novembre 2026 all’Auditorium di Città Studi, Biella. 

Il concorso, giunto alla sua venticinquesima edizione, ha avuto come vincitori nelle passate edizioni: Giorgio Bocca con “Il secolo sbagliato”, Mondadori (2001); Giorgio Soavi con “Adriano Olivetti: una sorpresa italiana”, Rizzoli (2002); Ermanno Rea con “La Dismissione”, Rizzoli (2003); Alessandro Zaccuri con “Milano, la città di nessuno”, L’ancora del Mediterraneo (2004); Raffaele Nigro con “Malvarosa”, Rizzoli (2005); Aldo Gianolio con “Teste quadre”, Aliberti (2007); Giorgio Boatti con “Bolidi. Quando gli italiani incontrarono le prime automobili”, Mondadori (2008); Goffredo Buccini con “La fabbrica delle donne”, Mondadori (2009); Antonio Calabrò con “Orgoglio industriale”, Mondadori (2010); Edoardo Nesi con “Storia della mia gente”, Bompiani (2011); Imma Fiorino, con “Uffici”, Einaudi (2012); Paolo Barbaro con “L’ingegnere, una vita”, Marsilio (2013), Sandro Gerbi “Giovanni Enriques. Dalla Olivetti alla Zanichelli” Hoepli (2014); Alessandro Perissinotto con “Coordinate d’Oriente”, Piemme (2015), Paolo Bricco con “L’Olivetti dell’ingegnere (1978-1996)”, Il Mulino (2016), Romolo Bugaro con “Effetto domino”, Einaudi (2017), Marco Revelli con “Non ti riconosco. Viaggio eretico nell’Italia che cambia”, Einaudi (2018), Giorgio Falco per l’opera “Ipotesi di una sconfitta”, Einaudi (2019), Paola Merloni, con “Oggi è già domani. Vittorio Merloni vita di un imprenditore”, Marsilio (2020), Paolo Malaguti con “Se l’acqua ride”, Einaudi (2021), Claudia Bianchi con “Hate speech. Il lato oscuro del linguaggio”, Laterza (2022), Antonio Franchini con “Leggere, Possedere, Vendere, Bruciare, Marsilio (2023), Francesca Coin con “Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita”, Einaudi (2024). Nel 2025, Carmine Abate si è aggiudicato la XXIV edizione del Premio con “Un paese felice” (Mondadori).

Il Premio Biella Letteratura e Industria è promosso e organizzato da Città Studi Biella con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e del Comune di Biella, nell’ambito delle iniziative di Biella Città Creativa dell’Unesco. Collaborano al Premio il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, l’Associazione l’Uomo e l’Arte,la compagnia Carovana, Number One, Scrittori a Domicilio, la Società Dante Alighieri. Dal 2016 il Premio ha come partner i Rotary Club del Biellese e, dal 2019, il Lions Bugella Civitas. Il Premio annovera tra gli sponsor l’Unione Industriale Biellese, la società di acque minerali Lauretana, la società di servizi Yukon Housing, l’azienda tessile Vitale Barberis Canonico, Biver Banca, la società di comunicazione OrangePix, l’azienda PMI Stampi e stampaggio materie plastiche e gomma, Robinson, società di consulenze e servizi per le imprese, Mondoffice, azienda specialista di soluzioni per i luoghi di lavoro, Aurora Penne, che consegnerà una penna personalizzata ai vincitori.

L’iniziativa rientra nella “Settimana della Cultura di Impresa”, manifestazione nazionale promossa da Confindustria.

Ufficio stampa: Anna Maria Riva 3290974433 riva@annamariariva.eu

Tutte le info su: www.biellaletteraturaindustria.it

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