“Riflessi nel Tempo. Aperitivo con…”: l’arte omaggia il coraggio femminile a Città Studi Biella

Giovedì 26 marzo il Den Cafè ospita il secondo appuntamento della rassegna ideata con l’artista Daniele Basso. Ospite della serata l’attrice e autrice Eleonora Frida Mino.

L’arte e la cultura escono dalle aule accademiche e dalle gallerie per sedersi al tavolo di un bar. Dopo il notevole riscontro di pubblico del primo incontro, prosegue “Riflessi nel Tempo. Aperitivo con…”, il ciclo di appuntamenti conviviali ideati in collaborazione con l’artista Daniele Basso. L’obiettivo è trasformare il momento dell’aperitivo in uno spazio di scambio spontaneo, dove il sapere abbandona la rigidità frontale per farsi dialogo aperto tra esperti, studenti e cittadini.

Il secondo incontro, in programma giovedì 26 marzo alle ore 18:00 presso il Den Cafè di Città Studi Biella, avrà come titolo: “Il sostegno del mondo: la cariatide come simbolo del femminile”. Fulcro visivo e concettuale della serata sarà la scultura in acciaio specchiante Caryatis D di Daniele Basso. Se nell’architettura classica la Cariatide è l’elemento che sorregge con grazia il peso della struttura, l’incontro indagherà come questo ruolo si traduca nella contemporaneità, celebrando la donna come asse portante della società.

L’artista Daniele Basso dialogherà con l’ospite della serata Eleonora Frida Mino, attrice e autrice da sempre impegnata nel dare voce a figure femminili straordinarie, come: Maria Bonino, pediatra biellese che ha dedicato la vita alla cura dei bambini in Africa; Emanuela Loi, agente della scorta del giudice Borsellino, simbolo di dedizione al dovere; Lea Garofalo, testimone di giustizia che ha sfidato la criminalità organizzata.

Le loro vite non sono semplici biografie da ricordare, ma vere e proprie bussole per orientarci nel contemporaneo. Un momento per riscoprire, attraverso la bellezza dell’arte e la forza della testimonianza, la nostra capacità collettiva di sostenere il futuro.

Proprio a quest’ultima è dedicato il libro che verrà presentato durante la serata: “Il diario di Lea” (Navarra Editore), scritto da Eleonora Frida Mino e Giulia Salza.

“Sono davvero felice della riuscita della prima serata: arte e moda sono state occasioni preziose per approfondire il valore dei simboli, il merito della creatività e il coraggio dell’emancipazione”, dichiara l’artista Daniele Basso. “Il messaggio finale è stato forte: trasgredire per innovare! Grazie alla moderazione attenta di Sofia Parola e all’empatia di Eleonora Chiais, abbiamo calato riflessioni profonde nella quotidianità, ricevendo domande sorprendenti dal pubblico. Ringrazio il team di Città Studi per aver creduto in questo format e invito tutti al secondo appuntamento del 26 marzo: vi aspettiamo numerosi, battaglieri e curiosi!”.

L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Durante l’incontro sarà possibile degustare le proposte food & drink del Den Cafè.

Info: eventi@cittastudi.org





Approfondimenti

Daniele Basso

Daniele Basso, Cavaliere della Repubblica Italiana, è un artista biellese (4/8/1975 – Moncalieri TO) noto per i lavori in metallo lucidato a specchio. Opere che inducono una maggiore coscienza di noi stessi nella ricerca della nostra identità. Ha partecipato a tre Biennali d'Arte di Venezia, con mostre e opere nel mondo, tra cui Carrousel du Louvre (Paris), Università del Seraphicum (Vaticano), GNAM (Roma), Expo 2015 (Milano), World of Coca Cola (Atlanta), Officine della Scrittura (Torino), Museo del Parco (Portofino), Shoah Memorial (Milano), Santuario d’Oropa (Biella) e in gallerie a New York, Dubai, San Pietroburgo, Tel Aviv, Monte-Carlo, Lugano, Ginevra, Atene, Milano. Collabora con aziende d’eccellenza tra cui Ski World Cup Alta Badia (Unesco Dolomites Park), Teatro del Silenzio (Andrea Bocelli), Festival di Sanremo, Star Team (S.A.S. Il Principe Alberto II di Monaco), Tecnomar for Lamborghini63, Costa Crociere, Dolomiti Superski, SaloneSatellite/Salone del Mobile.Milano, Banca Sella, Aurora Penne, Asahi Kasei, Inter FC. Nel 2022 è consiglio di Biella Città Creativa UNESCO. È speaker TEDx, Città Studi Biella/UniTO e Sole24ORE Business School. Le sue opere sono da Galerie Sept, Artion Gallery, Simon Bart, Hysteria Art, FPart e Cris Contini Contemporary. Ogni opera esprime un messaggio: sono sculture e monumenti che diventano simboli in cui riconoscerci come individui e come componenti di una collettività unica e distintiva, i cui valori ci appartengono. Nella sua poetica, figurativismo e ricerca della bellezza sono gli appigli concreti scelti per stimolare emozioni positive e muovere le coscienze all'immaginazione e al progetto di un futuro migliore. Specchiarsi è il gesto ancestrale, a cavallo tra pubblico e privato, che ha dato origine all’Umanità, mentre la piega, espressione fisica del cambiamento (unica costante della vita), è la metafora delle esperienze che ci attraversano e ci definiscono per come siamo: individui unici. L’insieme dei piani che si generano tra le pieghe sono le mille facce della realtà, che appare unica, ma è multipla. Così come la verità. L’uso del blu oltremare, profondo e intenso, trasfigura l'oggetto in idea di sé stesso, obbligandoci ad avvicinarci e concentrarci sul momento, per una piccola, ma importante, esperienza di presente. Molto attivo nella Corporate Art col progetto Arte/Azienda/Territorio, realizza sculture simboliche molto efficaci anche su web e social, per integrare il progetto artistico quale asset strategico e di comunicazione per l’impresa d’eccellenza, capace di creare valore economico (Stakeholder Value), d’immagine (brand Value), ma soprattutto sociale (Shared Value), con la restituzione, la gratitudine ed il coinvolgimento (Engagement) della società nel processo valoriale dell’azienda. In generale, nelle opere di Daniele Basso, l'Arte è vissuta come opportunità per condividere pensieri ed emozioni che possano ispirare singolo e comunità al miglioramento continuo e al progetto.

Eleonora Frida Mino

Eleonora Frida Mino Attrice e autrice, con passato di avvocato, si è dedicata negli ultimi anni a sensibilizzare il pubblico delle nuove generazioni con particolare attenzione al tema della giustizia e bellezza attraverso il linguaggio teatrale. Nel 2001 si è diplomata alla Scuola di formazione dell’arte drammatica “Sergio Tofano” di Torino nel 2001, diretta da Mario Brusa, si è poi accostata alla recitazione cinematografica attraverso corsi di formazione con Sergio Rubini e Roberto Freddi. Ha studiato danza presso la scuola “Il laboratorio della danza” di Anita Cedroni e canto col Maestro Vincenzo La Torre. È direttore artistico della Compagnia Bonaventura dal 2005 fino ad oggi, scrive e cura progetti culturali e la direzione artistica di Rassegne e progetti teatrali dedicati in particolare alle nuove generazioni. Tra le Rassegne ideate e organizzate “Sipario ‘012” (Torino, 9 edizioni), “Mi invento un mondo: viaggio teatrale all’interno dei diritti dei minori” (Regione Piemonte-3 edizioni), “Il coraggio della tradizione” (Provincia di Biella, 3 edizioni). Si afferma come presentatrice di alcuni eventi sul territorio piemontese, tra i quali “La grande bandiera umana”, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia.
Nel 2012 intraprende il nuovo percorso di teatro e legalità, con il Progetto “In viaggio con Giovanni”, per cui riceve la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, che unisce la professionalità di autrice e attrice formatasi nei precedenti anni con il bagaglio giuridico degli studi universitari effettuati. Porta in scena in tutta Italia spettacoli teatrali: tra i tanti, “Per questo!” (ispirato a “Per questo mi chiamo Giovanni” di L. Garlando ad oggi oltre 200 repliche in Italia e in Francia), “Il maestro: storia di judo e di camorra” e da ultimo nel 2017 e 2018 la trilogia “Storie di donne che hanno lottato contro la mafia o l’hanno scelta: Antigone 3.0” e “Le Ribelli”.
Nel 2020 scrive e produce “Emanuela Loi: la ragazza della scorta di Borsellino”, interrotto a causa della pandemia e ripreso nel 2023, che debutta con la presenza della famiglia Loi e Borsellino.
E' formatrice attraverso corsi e stages dedicati alla recitazione e lettura interpretativa, conduce conferenze e laboratori sui temi del teatro e legalità. E’ autrice per il teatro di numerosi testi.
Ha pubblicato con Giulia Salza il libro “Il diario di Lea”, edito da Navarra Editore e dedicato alla Testimone di Giustizia Lea Garofalo.


Sofia Parola (Moderatrice)

Sofia Parola è giornalista e professionista della comunicazione culturale. Laureata in Filosofia e Comunicazione con 110 e lode, ha approfondito la scrittura giornalistica, la narrazione e la divulgazione del patrimonio culturale attraverso percorsi di alta formazione tra Milano, Torino e Genova. Ha lavorato nella stampa locale come responsabile della sezione Cultura e Spettacoli e in ambito istituzionale, occupandosi di comunicazione e media digitali. Attualmente è responsabile del digital e web marketing dell’ITS TAM GEM.  È anche volontaria del FAI e collabora con realtà culturali del territorio in iniziative di valorizzazione e riqualificazione attraverso pratiche artistiche e partecipative.

Opera CARYATIS D

Acciaio lucidato a specchio a mano _ 50x50cm h170cm, 2024

L’opera si inserisce nel concetto dei corsi e ricorsi storici, dove figure mitologiche come Cariatidi, Nike e Veneri vengono reinterpretate come simboli di un’energia rinnovata. Il processo creativo riflette la dinamica tra distruzione e ricostruzione: un ciclo ininterrotto che genera risultati simili al passato, ma mai identici. Sono proprio queste variazioni a definire l'identità dell'epoca contemporanea, trasformando lo scarto storico in uno spazio di affermazione individuale.

Le sculture del Progetto Frame esplorano il paradosso della leggerezza come manifestazione di forza. Le Cariatidi, tradizionalmente figure portanti dell'architettura classica, vengono qui rappresentate in una danza imperturbabile sotto il peso del mondo. L’opera analizza così la centralità della donna e il suo ruolo sociale attraverso i secoli: un equilibrio instabile tra determinazione e sacrificio, dove la capacità di sostenere oneri straordinari si traduce in un’estetica di eleganza e vigore interiore.

La struttura dell’opera è intrinsecamente aperta. L'incompletezza formale simboleggia un processo evolutivo in divenire, dove l'assenza di una conclusione definitiva rappresenta la necessità di un intervento esterno - concettuale o ideale - per integrare ciò che manca e definire nuovi miti e valori.

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