Riflessi nel Tempo. Aperitivo con…”: arte e moda in dialogo al Den Cafè di Città Studi Biella

Giovedì 5 marzo il primo appuntamento di un nuovo ciclo di incontri che trasforma l’aperitivo in un’occasione di scambio culturale tra esperti, studenti e amici

L’arte e la cultura escono dalle aule e dalle gallerie d’arte per sedersi al tavolo di un bar. Nasce così “Riflessi nel Tempo. Aperitivo con…”, un nuovo ciclo di incontri ideati in collaborazione con l’artista Daniele Basso, pensati per esplorare la società contemporanea attraverso il filtro del dialogo conviviale.

L’obiettivo dell’iniziativa è ricreare l’atmosfera stimolante delle discussioni che nascono spontaneamente alla fine di una lezione universitaria: un prolungamento del sapere che abbandona la rigidità accademica per farsi chiacchierata informale, davanti a un cocktail o a un caffè.

Il primo incontro: “La moda come eredità viva”

Il debutto, previsto per giovedì 5 marzo alle ore 18:00 presso la caffetteria del Campus Den Cafè by Patti, avrà come fulcro la scultura Caryatis D di Daniele Basso, ivi esposta. L’opera, con le sue superfici specchianti, farà da “centro gravitazionale” per una riflessione sul tema dell’eredità culturale e stilistica.

Il dialogo: tra acciaio e tessuto

In un clima rilassato e dinamico, l’acciaio della scultura di Basso – che per sua natura accoglie il passato per proiettarlo nel futuro – dialogherà con la visione di Eleonora Chiais, ricercatrice e firma autorevole della semiotica della moda, docente di “Forme e linguaggi della Moda” dell’Università di Torino presso il Campus Biellese.

Moderati dalla giornalista Sofia Parola, i relatori esploreranno come l’arte antica e l’abito storico vengano rielaborati oggi.  Con un focus speciale sulla storia della moda: dalle intuizioni pionieristiche di Rosa Genoni alle pieghe eteree di Mariano Fortuny, fino alle passerelle di oggi.

L’incontro non è una conferenza frontale, ma un momento di condivisione aperto a tutti. Il pubblico è invitato a partecipare attivamente alla discussione in un ambiente che abbatte le distanze tra relatore e spettatore.

L’iniziativa dialoga con la proposta di lettura realizzata dalla biblioteca Luigi Squillario – Città Studi Biella e dal titolo “Riflessi nel tempo: moda”.

L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Durante l’incontro sarà possibile degustare le proposte food & drink del Den Cafè.

Info: eventi@cittastudi.org





Approfondimenti

Daniele Basso

Daniele Basso, Cavaliere della Repubblica Italiana, è un artista biellese (4/8/1975 – Moncalieri TO) noto per i lavori in metallo lucidato a specchio. Opere che inducono una maggiore coscienza di noi stessi nella ricerca della nostra identità. Ha partecipato a tre Biennali d'Arte di Venezia, con mostre e opere nel mondo, tra cui Carrousel du Louvre (Paris), Università del Seraphicum (Vaticano), GNAM (Roma), Expo 2015 (Milano), World of Coca Cola (Atlanta), Officine della Scrittura (Torino), Museo del Parco (Portofino), Shoah Memorial (Milano), Santuario d’Oropa (Biella) e in gallerie a New York, Dubai, San Pietroburgo, Tel Aviv, Monte-Carlo, Lugano, Ginevra, Atene, Milano. Collabora con aziende d’eccellenza tra cui Ski World Cup Alta Badia (Unesco Dolomites Park), Teatro del Silenzio (Andrea Bocelli), Festival di Sanremo, Star Team (S.A.S. Il Principe Alberto II di Monaco), Tecnomar for Lamborghini63, Costa Crociere, Dolomiti Superski, SaloneSatellite/Salone del Mobile.Milano, Banca Sella, Aurora Penne, Asahi Kasei, Inter FC. Nel 2022 è consiglio di Biella Città Creativa UNESCO. È speaker TEDx, Città Studi Biella/UniTO e Sole24ORE Business School. Le sue opere sono da Galerie Sept, Artion Gallery, Simon Bart, Hysteria Art, FPart e Cris Contini Contemporary. Ogni opera esprime un messaggio: sono sculture e monumenti che diventano simboli in cui riconoscerci come individui e come componenti di una collettività unica e distintiva, i cui valori ci appartengono. Nella sua poetica, figurativismo e ricerca della bellezza sono gli appigli concreti scelti per stimolare emozioni positive e muovere le coscienze all'immaginazione e al progetto di un futuro migliore. Specchiarsi è il gesto ancestrale, a cavallo tra pubblico e privato, che ha dato origine all’Umanità, mentre la piega, espressione fisica del cambiamento (unica costante della vita), è la metafora delle esperienze che ci attraversano e ci definiscono per come siamo: individui unici. L’insieme dei piani che si generano tra le pieghe sono le mille facce della realtà, che appare unica, ma è multipla. Così come la verità. L’uso del blu oltremare, profondo e intenso, trasfigura l'oggetto in idea di sé stesso, obbligandoci ad avvicinarci e concentrarci sul momento, per una piccola, ma importante, esperienza di presente. Molto attivo nella Corporate Art col progetto Arte/Azienda/Territorio, realizza sculture simboliche molto efficaci anche su web e social, per integrare il progetto artistico quale asset strategico e di comunicazione per l’impresa d’eccellenza, capace di creare valore economico (Stakeholder Value), d’immagine (brand Value), ma soprattutto sociale (Shared Value), con la restituzione, la gratitudine ed il coinvolgimento (Engagement) della società nel processo valoriale dell’azienda. In generale, nelle opere di Daniele Basso, l'Arte è vissuta come opportunità per condividere pensieri ed emozioni che possano ispirare singolo e comunità al miglioramento continuo e al progetto.

Eleonora Chiais

Eleonora Chiais rappresenta una delle voci più interessanti nel panorama della semiotica della moda applicata ai media contemporanei. Ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino, ha saputo trasformare l'analisi dei vestiti in una vera e propria decodifica culturale. A Città Studi Biella, la sua attività didattica si focalizza sull'insegnamento di Forme e linguaggi della moda nel corso di laurea in "Moda e Cultura d'Impresa", dove guida gli studenti alla comprensione di come un abito non sia mai solo un oggetto materiale, ma un potente strumento di comunicazione identitaria.

La sua produzione scientifica recente riflette questa continua curiosità per le evoluzioni del costume. Nel suo volume "Moda e trasparenza. Regimi discorsivi e dialettiche tra sguardi" (2023), Chiais indaga il ruolo dello sguardo e del "non detto" tessile, mentre nei contributi più attuali, come "Moda e tecnologia: un dialogo aperto" (2025), esplora il confine sempre più labile tra innovazione digitale e rivestimento corporeo. I suoi studi non trascurano i fenomeni pop e sociali, spaziando dalle analisi sullo street style alle riflessioni semiotiche su figure iconiche o religiose, come dimostrato nel saggio dedicato a Carlo Acutis e al significato delle sue sneakers in contesti sacri. Giornalista pubblicista e collaboratrice per prestigiose case editrici, Eleonora Chiais riesce a coniugare il rigore accademico con una narrazione vivace, rendendo la teoria della moda una materia pulsante e profondamente connessa alla realtà quotidiana.

Sofia Parola (Moderatrice)

Sofia Parola è giornalista e professionista della comunicazione culturale. Laureata in Filosofia e Comunicazione con 110 e lode, ha approfondito la scrittura giornalistica, la narrazione e la divulgazione del patrimonio culturale attraverso percorsi di alta formazione tra Milano, Torino e Genova. Ha lavorato nella stampa locale come responsabile della sezione Cultura e Spettacoli e in ambito istituzionale, occupandosi di comunicazione e media digitali. Attualmente è responsabile del digital e web marketing dell’ITS TAM GEM.  È anche volontaria del FAI e collabora con realtà culturali del territorio in iniziative di valorizzazione e riqualificazione attraverso pratiche artistiche e partecipative.

Opera CARYATIS D

Acciaio lucidato a specchio a mano _ 50x50cm h170cm, 2024

L’opera si inserisce nel concetto dei corsi e ricorsi storici, dove figure mitologiche come Cariatidi, Nike e Veneri vengono reinterpretate come simboli di un’energia rinnovata. Il processo creativo riflette la dinamica tra distruzione e ricostruzione: un ciclo ininterrotto che genera risultati simili al passato, ma mai identici. Sono proprio queste variazioni a definire l'identità dell'epoca contemporanea, trasformando lo scarto storico in uno spazio di affermazione individuale.

Le sculture del Progetto Frame esplorano il paradosso della leggerezza come manifestazione di forza. Le Cariatidi, tradizionalmente figure portanti dell'architettura classica, vengono qui rappresentate in una danza imperturbabile sotto il peso del mondo. L’opera analizza così la centralità della donna e il suo ruolo sociale attraverso i secoli: un equilibrio instabile tra determinazione e sacrificio, dove la capacità di sostenere oneri straordinari si traduce in un’estetica di eleganza e vigore interiore.

La struttura dell’opera è intrinsecamente aperta. L'incompletezza formale simboleggia un processo evolutivo in divenire, dove l'assenza di una conclusione definitiva rappresenta la necessità di un intervento esterno - concettuale o ideale - per integrare ciò che manca e definire nuovi miti e valori.

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