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Premio Speciale

Copertina del libro "Pane e navetta"

La giuria del Premio Biella Letteratura e Industria ha conferito un Premio Speciale a:
 
Pane e navetta
A cura di Giovanni Vachino
Rotary Club Valle Mosso

L'opera

La nostra generazione sta assistendo ad una vera e propria "rivoluzione" che modifica l'assetto produttivo e territoriale oltre che l'economia del distretto industriale biellese, da secoli dedito alle attività laniere. La rapida evoluzione delle lavorazioni tessili comporta la perdita di parte dei "saperi" connessi con le tecniche produttive ormai desuete. Viene meno anche la memoria di quelle consuetudini che, per molti decenni, hanno regolato il rapporto tra la vita di fabbrica e la comunità, specialmente di quelle più industrializzate nella Valle Strona e nella Valsessera.
Consapevoli dell'utilità delle fonti orali riguardo alla raccolta di quelle informazioni connesse a quel "saper fare", ma anche agli "stili di vita" che normalmente non trovano trasmissione scritta, si è ritenuto utile impostare un progetto finalizzato alla raccolta di una serie di testimonianze, ed alla loro pubblicazione.
Dalle parole dei protagonisti emergono, oltre all'orgoglio e al senso di coinvolgimento, anche le difficoltà nei confronti di una comunità integralmente "laniera". Tale appartenenza non è limitata alla vita di fabbrica, ma estesa alla sfera privata e famigliare dove, quotidianamente, "si mangiava solo pane e navetta".
L'iniziativa, attuata dal Rotary Club Valle Mosso, si inserisce in un ampio progetto di conoscenza, attivato dal DocBi - Centro Studi Biellesi e dal Politecnico di Torino, intitolato "I luoghi dell'industria biellese tra memoria e progetto".

Giovanni Vachino 

Le motivazioni della giuria
Scriveva Ottiero Ottieri, forte della sua esperienza di narratore di vita operaia: "Della vita di fabbrica ne parla chi non la conosce; mentre chi la conosce non ne parla". Ma si sbagliava. C'è chi conosce a fondo la vita di fabbrica, e ama parlarne. Ama raccontare di epoche scomparse in cui i telai funzionavano a navetta, settanta colpi al minuto, in fabbriche che potevano contenere 5000 operai. E raccontare, nello stesso tempo, dell'era moderna in cui i telai vanno ad aria, i colpi sono almeno settecento, ed è tanto quando gli operai sono cinquanta. Ma è sempre la stessa voce a testimoniare queste due epoche, avendole vissute entrambe da protagonista: con la navetta da apprendista operaio, con il telaio ad aria da operaio specializzato. Le due lontanissime ere, infatti, distano in realtà poche decine di anni e ora la memoria di questa rivoluzione nelle tecniche produttive è stata consegnata alla forma duratura della parola scritta. Gli operai che hanno vissuto la fabbrica negli anni del grande cambiamento sono stati intervistati e i loro ricordi raccolti in questa narrazione corale che porta il titolo di "Pane e navetta". Sono le due parole con cui uno dei narratori ha saputo compendiare la fabbrica, come vissuta ieri con responsabilità, raccontata oggi con orgoglio.

Pier Francesco Gasparetto

 
 

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