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Premio Speciale

La giuria del Premio Biella Letteratura e Industria ha conferito un Premio Speciale a:
 
 
Carlo Caracciolo L'editore fortunato
Laterza

 
a cura di Nello Ajello
 
L'opera

2 ottobre 1955 : nasce "L'Espresso", settimanale finanziato da Adriano Olivetti. L'esordio è difficile. A poco più di un anno dalla sua nascita Olivetti ne cede le azioni, a titolo gratuito, al trentenne Carlo Caracciolo, fino a quel momento coinvolto solo nella gestione pubblicitaria della rivista. Colpo di fortuna o salto nel buio? E' l'antefatto di una vocazione che, tra successi e delusioni, incontri felici e scontri tumultuosi, ha fatto di Carlo Caracciolo il presidente di una delle imprese editoriali italiane più ampie e ramificate e un testimone vivace e partecipe degli ultimi cinquant'anni della nostra vita culturale, politica e civile.


Il curatore
 
Nello Ajello è giornalista editorialista di "Repubblica" ed è stato condirettore dell'"Espresso". Si occupa da sempre di storia e attualità culturale. Tra i volumi di cui è autore, "Lezioni di giornalismo" (Milano 1986) e "Italiani di fine regime" (Milano 1993). Con Laterza ha pubblicato "Lo scrittore e il potere" (1974), "Intellettuali e Pci. 1944-1958" (1997), "Il lungo addio. Intellettuali e Pci dal 1958 al 1991" (1997), e ha curato nel 1978 "L'intervista sullo scrittore scomodo" di Alberto Moravia.


Le motivazioni della giuria

Carlo Caracciolo, classe 1925, di famiglia aristocratica, fiorentino di nascita, napoletano per origine paterna, va considerato, come editore e come intellettuale, un importante testimone della nostra epoca. È vissuto a Firenze, Ankara, Lugano, Boston, New York, Milano e Roma. Ha partecipato alla Resistenza nelle formazioni della Repubblica partigiana dell'Ossola, amico di Ugo La Malfa e Adolfo Tino ha militato nel Partito d'Azione.
Come editore ha iniziato l'attività giovanissimo, pubblicando riviste tecniche sotto la sigla Etas; poi ha fondato una società di raccolta pubblicitaria (la Publietas), finché Adriano Olivetti gli ha chiesto di assumersi la responsabilità azionaria de «L'Espresso». Con accanto Eugenio Scalfari, ha poi aggiunto alla gestione del settimanale la gestione del quotidiano «La Repubblica», aggregando attorno alle due iniziative editoriali giornalisti di grande talento.
Ha affermato: «Ho il gusto di inventare iniziative, mettere insieme la gente, agitare l'ambiente».
Hanno scritto di lui che gli sono propri la «levità dei modi, un certo disincanto, un creativo scetticismo esistenziale».
L'editore fortunato, avvincente autobiografia costruita con il giornalista-scrittore Nello Ajello come interlocutore, racconta la sua avventura umana e imprenditoriale, con impertinenza aneddotica e pertinenza culturale: amico e cognato di Gianni Agnelli, amico e genero di Edoardo Visconti, negli ultimi anni Caracciolo ha realizzato una vasta catena di quotidiani locali (dall'«Alto Adige» al «Tirreno»), di radio (tra cui «Radio Deejay»), di emittenti televisive («Rete A») confermandosi un neocapitalista di grande intraprendenza e creatività.

                                                                             Raffaele Crovi




 

 
 

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