

Amoroso Bruno, La stanza rossa. Riflessioni scandinave di Federico Caffè, Città aperta

Il 15 aprile di diciassette anni fa Federico Caffè scomparve dalla sua casa di Roma lasciando sul comodino due oggetti significativi: i documenti e gli occhiali. Ancora oggi sono in molti a chiedersi come possa essere svanito nel nulla e sono ancora molte le domande senza risposta. Caffè, economista, docente alla Sapienza di Roma, forte sostenitore del pensiero keynesiano e difensore dello stato sociale ha lasciato molti libri, molti ricordi, lettere legami saldi con molti dei suoi numerosissimi allievi. Come quelli con Bruno Amoroso, da anni docente di economia internazionale all'università di Roskilde, in Danimarca. Per questo legame, che non si è consumato né dissolto, Amoroso ha voluto raccogliere quella sorta di eredità ne "La stanza rossa. Riflessioni scandinave su Federico Caffè", e farla vivere attraverso ricordi, una vasta corrispondenza, annotazioni e una inedita documentazione.
Bruno Amoroso è docente di economia internazionale e dello sviluppo all'Università di Roskilde (Danimarca), coordina programmi di ricerca e cooperazione con paesi dell'Asia e del Mediterraneo, ed è promotore del Gruppo di Lugano, un osservatorio sugli effetti della globalizzazione; infine è attivo nella cooperazione internazionale, avendo promosso diverse iniziative e progetti di cooperazione di ONG italiane e straniere in Vietnam. Autore di vari testi fra i quali ricordiamo "Della globalizzazione" (1996), uno dei primi testi di analisi e divulgazione sugli effetti della globalizzazione,"L'apartheid globale" (1999), "Europa e Mediterraneo" (2000).
Cappelli Gaetano, Il primo, Marsilio

Nello sport, nell'arte, nella vita: Guido è un ragazzo a cui tocca spesso, molto spesso, di essere il primo. A scuola eccelle, a tennis vince, nell'amore conquista nientemeno che Filippa, oggetto del desiderio di tutti i suoi coetanei. Cresciuto nella convinzione che essere il primo era un destino, Guido mastica amaro quando scopre che accade anche di perdere e trova la donna della sua vita tra le braccia del rivale, oppure è costretto a vendere enciclopedie a rate per tirare a campare. La vita è una sfida continua e Guido sa che il successo si misura con la fama e il denaro, così, anche quando è perdente, non si arrende, ma ricomincia da capo, conservando la speranza di suscitare l'invidia di Filippa e dei suoi amici rimasti in provincia.
Gaetano Cappelli è nato a Potenza nel 1954. Ha pubblicato: Floppy disk (Marsilio 1988), Febbre (Mondadori 1989), Mestieri sentimentali (Frassinelli 1991), In due fratelli (De Agostini 1994), Volare basso (Frassinelli 1994), Errori (Mondadori 1996), e Parenti lontani (Mondadori 2000), giudicato da Bookcrossing uno dei migliori cinque romanzi usciti dal 2000. È tra i curatori dell'antologia Sporco al sole, racconti del sud estremo (Besa 1998), e tra gli autori della raccolta Disertori. Sud: racconti dalla frontiera (Einaudi 2000).
Falco Giorgio, Pausa caffè, Sironi Editore

I nuovi volti del precariato odierno e le loro voci nel libro d'esordio di Giorgio Falco, uno che i call center li ha «assaggiati» per sei anni. Le piaghe del lavoro contemporaneo. Il precariato, la feroce flessibilità, il mobbing a oltranza, i soprusi, le attese, i fallimenti. Di pari passo, poi, gente senza scrupoli, dirigenti esaltati dal potere a qualunque prezzo, impiegatucci bramosi di fregare il collega di turno, abbracciando la magica filosofia della produttività che scavalca affetti, etica, valori che non siano legati alla Borsa. E in rapporto a tutto ciò, un variegato mondo di donne e uomini: disoccupati cassintegrati mobilitati, il cui lavoro è cercare un lavoro, o persone che sono riuscite a trovarlo, e tuttavia impegnate la maggior parte del tempo a gestire battaglie con capi e colleghi ("gestire", quanto piace questa parolina al personale!): un microcosmo a sé, di lotte sottili e velenose, continue, dilanianti.
Giorgio Falco è nato nel 1967. Lavora a Milano, nelle telecomunicazioni. "Pausa caffè" è il suo primo libro.
Nesi Edoardo, L'età dell'oro, Bompiani

2010. Ivo Barrocciai, industriale fallito, scopre di avere un cancro. Caterina è una ragazzina esaurita perché il suo fidanzato ha pubblicato su Internet un video che li ritraeva in intimità. I due partono insieme perché Ivo vuole recuperare il suo sperma, congelato nel corso dei tentativi di avere un figlio con la ex moglie. Vorrebbe ingravidare Caterina e in cambio le darebbe il ricavato della vendita all'asta di una testina di bascon salvata dal fallimento. I due procedono come in un sogno in cui passato e presente si mischiano, raccontando il declino italiano e l'età dell'oro, un passato che non può più tornare. Un passato individuale, ma anche collettivo che assomma tutte le speranze degli italiani traditi dalla crescita industriale
Edoardo Nesi è nato a Prato nel 1964. Tre romanzi alle spalle, ha debuttato quest'anno come regista per la Fandango (presso cui è anche traduttore) nel film tratto dal proprio omonimo esordio letterario "Fughe da fermo". La trilogia, proseguita con "Ride con gli Angeli" e "Rebecca", ha avuto per protagonisti i fratelli Federico, Romano e Rebecca Carpini di Prato. Ha pubblicato anche "Figli delle stelle2 (2001). A ottobre uscirà per Bompiani il suo nuovo libro "Figli delle stelle", un romanzo sui valori, le idee e il mondo dei trentenni di oggi
Nigro Raffaele, Malvarosa, Rizzoli

Eustà ha una straordinaria sensibilità per gli odori e a Metaponto, zona ricca di scavi, sentire l'odore della morte è una dote che può fare la fortuna di un ragazzo. Molte sono infatti le tombe che aspettano di essere scoperte. Ma Eustà è un inconcludente e un eterno insoddisfatto e dovrà attraversare molte prove prima di raggiungere consapevolezza e maturità. E' nel corso di un sequestro di cui è vittima insieme all'amico tunisino El Houssi che egli è spinto a fare chiarezza: incalzato a raccontare ripercorre la sua formazione nell'amata-odiata Metaponto, la famiglia, gli amici, il grande amore per Soukeyna, pronta a lasciarlo quando si scopre incinta. La splendida senegalese sa che Eustà è rimasto un adolescente incapace di essere padre e per questo abbandona l'Italia. Difficile il confronto tra l'anima occidentale cristiana e quella orientale islamica che si combatte tra Eustà e El Houssi nella buia prigione dove insieme sono tenuti...
Raffaele Nigro è nato a Melfi, nel 1947, vive e lavora a Bari, dove è caporedattore della sede Rai. Ha scritto numerosi saggi e articoli e ha realizzato a partire dal 1979 innumerevoli servizi televisivi e radiofonici e molti documentari. È autore de: "I fuochi del Basento" (1987, Premio Supercampiello); "La baronessa dell'Olivento" (Milano,Camunia, 1990); "Ombre sull'Ofanto" (1992, Premio Grinzane Cavour); "Dio di Levante" (1994); "Adriatico" (1998, Premio Scanno e San Felice Circeo); "Diario Mediterraneo" (2000, Premio Cesare Pavese) e "Viaggio a Salamanca" (2002). Per Rizzoli ha pubblicato la raccolta di racconti "Il piantatore di Lune" (1991) ed il suo ultimo romanzo: "Malvarosa" (2005). I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Nell'Ateneo barese è fra gli autori più apprezzati: è appena uscito il volume del critico letterario Ettore Catalano: "Raccontare con dolcezza e tempestosità. Studi sull'opera di Raffaele Nigro" che raccoglie, per i tipi di Giuseppe Laterza, una serie di interventi critici sulla figura e sull'opera dello scrittore lucano di nascita, ma barese d'adozione. Nel 2003 lo stesso Catalano pubblicò: "Il dialogo comunicante nell'opera di Raffaele Nigro", focalizzando i molteplici aspetti dell'operosità intellettuale dello scrittore: dalla produzione teatrale a quella in versi, dall'opera narrativa all'impegno giornalistico. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue.