
L'apertura fisica e mentale di un territorio come valore aggiunto necessario alla crescita e allo sviluppo sociale ed economico.
In un panorama di mondializzazione e globalizzazione diffusi e in un periodo di recessione economica, come reagisce e come ha reagito in passato la "società biellese" alle "infiltrazioni" culturali tra nuove idee/opportunità e flussi migratori in movimento? Il nuovo e il diverso sono percepiti come un problema o come una risorsa?
Pare nota una certa attitudine dei biellesi alla chiusura nei confronti di ciò che è nuovo e/o diverso. La riflessione s'impone per valutare i margini di crescita sociale ed economica di una città in probabile conflitto tra passato e presente. Da qui la necessità di valutare, attraverso una ricerca approfondita e una discussione aperta, quanto abbiano contato queste differenze all'interno della società biellese, già meta in passato di flussi migratori interni. La necessità, inoltre, di individuare altre differenze presenti sul territorio in forma più o meno latente per valutare la complessità del tessuto sociale biellese e l'eventuale ricchezza culturale che ne può derivare. Biella che si apre al futuro guardandosi dentro, mettendo a nudo le caratteristiche che hanno contraddistinto il proprio successo economico e il rapporto tra costi e vantaggi sociali che questo ha comportato e potrà comportare nel futuro.